«Mi sono fermato per motivi umanitari»
Le scuse dei clienti delle prostitute
A Sedriano, dopo l'ordinanza contro le lucciole, vengono comminate sei multe al mese. C'è chi paga e chi protesta
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La maggior parte dei clienti paga subito, pregando i vigili di non spedire verbali a casa, ma ora cominciano a piovere i ricorsi, con le scuse più strane. Un cinquantasettenne, ad esempio, scrive che «pur condividendo il contenuto, i buoni propositi e le serie motivazioni» dell'ordinanza, lui «stava limitandosi a interloquire con un'amica». E la prova sarebbe il fatto che «io e la mia amica (una lucciola nigeriana, ndr), alla vista degli agenti, siamo scesi immediatamente, in ordine e senza nessun oggetto che avesse potuto far pensare a un rapporto sessuale, consumato o da consumare». Poi c'è un operaio che dice di averlo fatto per motivi umanitari: «Ho fatto salire la ragazza nella mia auto perché sto facendo un'indagine sui loro problemi e poi avrei riferito tutto alle forze dell'ordine». Un altro cliente chiede: «Mettetevi nei miei panni, non è facile perdere così 500 euro, altri Comuni ne chiederebbero 36 per lo stesso fatto. Sinceramente quel giorno mai mi sarei aspettato di perdere un terzo del mio stipendio per una cosa simile». Un giovane di 18 anni con tanto di navigatore in auto sostiene di essersi fermato «a chiedere un'indicazione stradale». Un altro dice di «aver avuto un malore e di essere stato aiutato dalla ragazza». C'è poi chi si appella alla Costituzione: «L'ordinanza dovrebbe ricalcare i divieti e leggi nazionali e non causare disparità di trattamenti nei cittadini che compiono medesimi fatti in luoghi diversi».
Le prostitute ritirano la multa, poi difficilmente la pagano, anche se ostentano sicurezza: «La multa al cliente? Nessun problema, gliela paghiamo noi se ce lo chiede» spiega Tatiana, moldava. «L'ordinanza da noi sta funzionando bene, perché non desistiamo sui controlli. A volte l'auto dei vigili staziona proprio nei luoghi dove si esercita la prostituzione, come deterrente per clienti e ragazze» spiega il sindaco Alfredo Celeste (Pdl). A pochi chilometri di distanza, a Albairate il sindaco Luigi Tarantola (centrosinistra) con una multa della stessa entità sta cercando di convincere le lucciole a vestirsi in modo meno sexy, per non dare il cattivo esempio soprattutto ai più giovani Tuttavia, molte organizzazioni umanitarie, che in tutta Italia assistono le lucciole anche dal punto di vista sanitario e cercano di convincerle ad abbandonare la prostituzione e a denunciare gli sfruttatori, avanzano dubbi e riserve su questi provvedimenti. Nell'ultimo rapporto di monitoraggio delle ordinanze, presentato l'anno scorso a Roma ventisei associazioni denunciano che «la lotta allo sfruttamento non si realizza con l'eliminazione della prostituzione in strada«. Inoltre, spesso chi si prostituisce non commette reati contro terzi, ma spesso li subisce (rapine, riduzione in schiavitù eccetera). Si rischia quindi di criminalizzare le vittime e non gli sfruttatori».


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