lunedì 24 settembre 2012

Angela Celentano, mail alla sorella: "Sono viva, non cercatemi"


Angela Celentano, la bimba scomparsa il 10 agosto 1996 da Castellammare di Stabia, provincia di Napoli, è viva e sta bene? Lo hanno annunciato i genitori della ragazza che oggi ha 19 anni durante la trasmissione di Raidue, "I fatti vostri". Si riapre, così inaspettatamente, una delle inchieste più seguite e complicate di cronaca italiana di questi ultimi anni.
Sponsored by Yahoo
I genitori hanno raccontato di aver ricevuto una mailproprio dalla ragazza che spiega di essere stata adottata da una famiglia residente in Messico e di non volere essere più cercata. Come prova di quanto sostenuto, Angela, avrebbe inviato nella mail una sua attuale foto. Secondo quanto riferito da mamma Maria, moltissime sono le somiglianze: si tratta della bambina scomparsa che a questo punto potrebbe essere stata ritrovata. "Quando abbiamo visto questa foto è indescrivibile quello che abbiamo pensato, ci sono molti punti di contatto con le elaborazioni di come potrebbe essere oggi la figlia", ha raccontato la famiglia.
La signora Celentano ha letto il contenuto della mail in trasmissione: "Ho visto le foto molte volte e mi fanno sempre piangere, perchè é so che quella della foto sono io ma vivo in Messico e sono felice dove sto. Non preoccupatevi per me nemmeno potrei tornare con voi, perché non potrei separarmi da questa famiglia che ho visto per dodici anni e quasi non ho più ricordi di voi, fino a che ho visto le foto. Ma credetemi amo anche voi. Sono felice, non mi cercate più".
Adesso Angela si chiama Celeste e in questi anni, grazie alla campagna di informazione fatta partire dai genitori e dalla sorella, si è potuta riconoscere nella bambina scomparsa 16 anni fa. Alla ragazza è stato raccontato di essere stata abbandonata dai genitori all'età di 5 anni. Gli inquirenti hanno riaperto il caso e stanno effettuando i primi riscontri per risalire all'indirizzo da cui è partita la mail. L'ultima segnalazione sulla scomparsa di Angela, giunta lo scorso 20 marzo, dava la ragazza abitare in Turchia con un uomo che credeva essere il padre.

venerdì 14 settembre 2012

Il cibo più disgustoso del mondo: l'aringa fermentata



Il cibo più disgustoso del mondo: l'aringa fermentata

Sebbene io sia, a detta di coloro che mi conoscono, decisamente poco schizzinoso in fatto di cibo e abbastanza audace nello sperimentare bizzarrie culinarie di ogni sorta, sono rimasto esterrefatto dal fetido, disgustoso, rivoltante lezzo sprigionato da una latta di aringhe fermentate,delicatessen del nord della Svezia che ebbi l'opportunità di assaggiare quest'estate proprio nel paese scandinavo.

Mi limito a dirvi che si tratta di aringhe del Baltico che, private della testa e aggiunte solo di un insignificante pizzico di sale, vengono messe a fermentare in latte fino a che la pressione interna, creata dai miasmi della fermentazione, non deforma il recipiente al punto da renderlo oblungo (roba del genere da noi sarebbe illegale, e infatti è vietato trasportare tali latte su molti aerei di linea... questo la dice lunga). Andrebbero poi "gustate" all'aperto (la puzza renderebbe per sempre invivibile qualsiasi luogo chiuso) accompagnate con una sorta di piadina locale, cipolle rosse crude, patate novelle e panna acida. L'analisi organolettica? Odore di uovo marcio, pattumiera al sole d'agosto, carogna di nutria, alito di cane randagio, fogna di Calcutta, roba da conati di vomito. Eppure l'assaggiai.

Se ho stuzzicato la vostra curiosità, sul blog de L'Uomo Integrato, mio compagno di disavventura in quel frangente, potete trovare un dettagliato ed esaurientereportage di quella orrenda cena a base di surstromming(nome indigeno di tale atrocità culinaria). Da parte mia, aggiungerò solo che per settimane intere dopo avere mangiato quella prelibatezza il solo ricordo dell'odore che aveva il mio alito dopo un paio di bocconi di aringhe era sufficente a provocarmi nausea e a farmi perdere completamente l'appetito. E dire che io, di appetito, di solito ne ho parecchio.

martedì 11 settembre 2012

Cibi Strani nel Mondo: Orrori da Gustare di Andrew Zimmern


Cibi Strani nel Mondo: Orrori da Gustare di Andrew Zimmern

3AUG
Spezzatino di occhi di pesce, cocktail di sangue, testicoli di capra, gelato di polpo, frullato di maionese.. no tranquilli, non avete sbagliato blog, non siamo nemmeno ammattiti completamente né stiamo progettando fatture magiche contro i nostri competitor….siete solo capitati sul primo post Food Documentary.
State leggendo alcune delle curiosissime ricette che ha scovato il celebreAndrew Zimmern, il cuoco documentarista che gira il mondo alla ricerca delle ricerche più strane.
"Andrew Zimmern"
Andrew Zimmern è uno chef americano che ha deciso di uscire dalle quattro mura della sua cucina e addentrarsi in quelle degli altri alla ricerca dei cibi più bizzarri e impensabili che possiate immaginare. Sua prerogativa è: farli conoscere al mondo intero. Ecco perché in ogni suo viaggio alla ricerca di nuovi pirotecnici sapori, è rigorosamente presente un cameramen che riprende maniacalmente ogni movimento di mascella del nostro chef. La sua rubrica si chiama Orrori da Gustare e noi inauguriamo il primo post Food Documentary con uno dei suoi viaggi più affascinanti: Giappone.

Mangiare Strano in Giappone\

Il Giappone è un arcipelago di centinaia di isole, ecco perché il piatto dominante di questa nazione è a base di pesce. Questo paese ha unatradizione culinaria lunga migliaia di anni che ancora persiste invariata in molte zone. Poi ci sono quelli che la tradizione la reinventano stravolgendola completamente. Basterà citarvi solo alcuni piatti che propongono per farvi un’idea… come la carpa lasciata fermentare per quattro anni servita alla modica cifra di 40€ a porzione, il pesce pietra, il subacqueo più velenoso che esista anch’esso venduto a cifra esorbitanti tipo 120€ al kg, per passare poi aitesticoli crudi di caprail gelato di vipera velenosa e la fonduta di maionese.

Insetti che bontà?


Insetti che bontà?

Inorridite solamente al pensiero di ingurgitare una cavalletta al forno? Tranquille è il frutto normale delle abitudini alimentari che ci caratterizzano. Ma anche gli insetti possono essere buoni da mangiare; ecco le ricette.

Insetti che bontà? - Inorridite solamente al pensiero di ingurgitare una cavalletta al forno? Tranquille è il frutto normale delle abitudini alimentari che ci caratterizzano. Ma anche gli insetti possono essere buoni da mangiare; ecco le ricette.
FOTOGALLERY
Siamo abituati a pensare alla cucina come ad un'abitudine spontanea che possiede delle regole assolutamente rigide. Ma non è proprio così a giudicare da alcuni piatti tipici a base di insetti provenienti da tutto il mondo. Si il resto del globo mangia insetti, persino con piacere e guarda alle nostre abitudini alimentari con lo stesso disgusto con il quale noi guarderemmo una cavalletta caramellata. Si va bene, ma di che cosa sanno? A giudicare dalle testimonianze di chi li ha provati, il sapore è simile alla nocciola, corposo al palato e lascia una sensazione di lingua impastata.

Gli abituali consumatori di insetti hanno anche una corrente scientifica alla quale appoggiarsi: l’etnomofagia. Massimo esponente è Bruno Comby, studioso che fin dal 1988 ha testato, studiato e allevato prima grilli, e poi assaggiato più di 400 differenti specie d'insetti, raccontando le sue esperienze nel libro "Insetti che bontà".

Dovete sapere che l’alimentazione a base di insetti è ricca di proteine, buona e ovviamente naturale. Basta dare un'occhiata al mappamondo per rendersene conto. Infatti 90 Paesi in prevalenza in AfricaAmerica Latina ed Asia, consumano 1440 specie di insetti e vermi. In Colombia amano le formiche, in Papa Nuova Guinea i vermi sono una certezza, in Giappone le vespe e ancora in Messico le larve delle farfalle sono piatti prelibati. Sul canale tv Discovery Channel lo chef,  Andrew Zimmern, ha fatto gli insetti oggetto del suo programma "Orrori da gustare". Ecco allora qualche ricetta stramba rubata al programma.

Cominciamo con le cavallette fritte messicane, condite con lime e salate, i coleotteri bolliti del Madagascar(sanno di gambero), le api in padella del Taiwan, preparate con zenzero e cipolline, le larve di farfalle dellaNuova Guinea, spiedini di camole del miele al cioccolato, semi di amaranto con terme della farina e gamberetti, riso al curry con grilli e kaimani. In più macedonia di frutta con bachi da seta, grilli e cavallette caramellate o ricoperte di cioccolato. Non siete ancora sazi? Ingordi!

Ogni cucina nazionale, si sa, ha le sue stranezze e i suoi piatti a base di interiora o ingredienti analoghi che farebbero storcere il naso, e le viscere, anche al turista più coraggioso, pur continuando a guadagnarsi il plauso della popolazione autoctona.
A tal proposito, come non parlare del piatto simbolo degli highlander ?
L’ haggis, generalmente consumato nei giorni dell’anniversario di Burns, 25 Gennaio, e di St. Andrews, 30 novembre, non è altro che lo stomaco di una pecora farcito con il fegato, il cuore ed i polmoni del medesimo animale e con farina d’avena e cipolle.
La preparazione è piuttosto lunga e laboriosa. Occorre infatti, innanzitutto, lasciar spurgare lo stomaco della pecora una notte intera in acqua fredda e salata. Il giorno successivo, lo stomaco viene rivoltato con la parte rugosa verso l’esterno e riempito con fegato, cuore e polmoni fatti bollire, tagliati a dadini e mescolati a cipolle, farina d’avena tostata e cubetti di lardo di montone. La farcia, una volta irrorata con il brodo ricavato dalle interiora , dovrà riempire lo stomaco solo per metà, in quanto durante la fase finale della cottura tenderà ad espandersi.
Una volta riempito e cucito accuratamente per evitare la fuoriuscita degli altri ingredienti, lo stomaco viene fatto bollire per tre ore, punzecchiandolo di tanto in tanto con una go od una forchetta per evitare che si gonfi ed esploda, e viene infine servito su caratteristici piatti d’argento accompagnato da purè di patate e di rape.
Chi è disposto a provarlo?

Mai mangiato una cavalletta? Andrew Zimmern sì, e l’ha pure trovata buona. Passato il primo impatto, andare alla scoperta dei cibi più strani del mondo diventa una dipendenza, e non si riesce proprio a cambiare canale. A metterci la bocca, lo chef ed esploratore del gusto protagonista del programma Orrori da gustare: l’unico programma di cucina che NON va in onda all’ora di cena.
Ragni e molluschi, serpenti e cavallettenon avranno più segreti e non saranno più una sorpresa dei menù delle prossime vacanze in mete esotiche.  eccato che nella lista degli orrori dello chef americano ci finiscano anche carne d’asino e panini con la milza – normali per noi ma davvero strani per i gourmand d’oltreoceano.


Ricordate o avete mai visto il programma in onda su Sky “Orrori da gustare“? Il titolo originale è Bizarre Food e questo simpatico signore gira tutto il mondo in cerca dei cibi più bizzarri che si cucinano nelle varie culture. Dagli armadilli ai grilli fritti (di cui vanno pazzi i figli di Angelina Jolie e Bradi Pitt), dalle larve agli scorpioni…ce n’è davvero per tutti i gusti, purchè siano bizzarri.
Ebbene diversi ricercatori affermano che se imparassimo a mangiare gli insetti daremmo il nostro contributo alla riduzione dell’inquinamento, oltre a variare la nostra alimentazione. Negli Stati Uniti alcune serate sono interamente dedicate all’ assaggio di orrori da gustare, anche se a guardare i commensali addentare deliziati una tarantola in pastella sembra che stiano  assaggiando un cracker. Anche in Italia qualcuno ha provato a cavalcare l’onda degli insetti, ad esempio un noto locale di Milano serviva un cocktail a base di scorpione.
Le raccomandazioni in caso vogliate cimentarvi nella preparazione di una cena bizzarra è di non utilizzare insetti che vivono nella natura, ma allevati. Beh la volete una ricetta?
Allora per la serie orrori da gustare, provate il ragù di tarme della farina:
  • 320gr di pasta
  • 50gr di tarme della farina
  • cipolla
  • 1 peperone
  • peperoncino
  • olio EVO
Questo ragù di tarme della farina va fatto così:
  • Rosolate in padella l’olio con il peperoncino e la cipolla tritata.
  • Aggiungete le tarme della farina e cucinate a fuoco lento.
  • Per insaporire aggiungete 1 peperone tagliato a fettine.
  • Scolate la pasta e fatela saltare in padella con il ragù di tarme della farina.
Il vino perfetto per questo piatto di insetti? Uno Chardonnay.

mercoledì 5 settembre 2012


10 pubblicità di cattivo gusto


La pubblicità sfrutta spesso i doppi sensi e le suggestioni sessuali, ma a volte si va semplicemente troppo oltre, sfociando nel cattivo gusto puro e semplice. Ecco 10 esempi di pubblicità “sopra le righe” che abbiamo raccolto per voi.
  1. cattivogusto_boccale_birra
    Un boccale di birra diventa… beh si capisce cosa.
  2. cattivogusto_calcio
    Ok che il calcio è uno sport “maschio”, ma…
  3. cattivogusto_durex
    La campagna dei preservativi extralarge della Durex
  4. cattivogusto_mouse
    Non pensavamo che un mouse potesse diventare un oggetto a luci rosse (se non cliccando su qualche sito…)
  5. cattivogusto_pane
    Il pane è la vita? A me sembra qualcosa che si trova un po’ più giù…
  6. cattivogusto_profilattici
    Pubblicità contro l’AIDS, anche con i palloncini ci si può divertire…
  7. cattivogusto_rivista 
    Le tende possono essere molto sexy.
  8. cattivogusto_sanvalentino01
    Gli auguri di San Valentino di un sexy shop
  9. cattivogusto_volvo
    Anche le pubblicità di auto non mancano. Guidare una Volvo è eccitante, par di capire
  10. dormitorio-femminile-una-donna-al-giorno-AXE
    La Axe ha installato un calendario gigante alla facciata di un dormitorio femminile, con lo slogan che faceva intuire che usando il loro deodorante ci si poteva “fare” una ragazza diversa ogni giorno. Inutile dire che ci sono state diverse proteste da parte delle residenti.


Read more: http://notizie.delmondo.info/2012/08/23/10-pubblicit-di-cattivo-gusto/#ixzz25c7TcVUg

Ricerca: “Nel 2050 le prostitute saranno sostituite da robot”


Secondo uno studio di ricercatori neozelandesi, le prostitute-robot saranno probabilmente realtà entro il 2050. Nella ricerca “Robots, Men And Sex Tourism”, Ian Yeoman e Michelle Mars dell’università Victoria Wellington ipotizzano che fra meno di quattro decenni il turismo sessuale sarà “rispettabile”, e in cui tratta di esseri umani e malattie sessualmente trasmissibili diventeranno un ricordo, grazie alla sostituzione delle prostitute umane con robot realistici.
image_thumb[14]
Del resto, il sempre maggiore realismo di quelle che una volta si chiamavano “bambole gonfiabili” è un trend ormai consolidato: anzi è probabile che bambole robotiche arrivino sul mercato ben prima. Per certi versi, anzi, il termine del 2050 sembra quasi eccessivamente lontano: a ben vedere, infatti, prima che “bordelli robotici”, quello che si prospetta è di sexy shop “hi tech” specializzati nell’affittare “bambole”.



Il profumo che fa perdere peso


È un successo clamoroso in Gran Bretagna il nuovo profumo “Prends-Moi”, il primo profumo che fa perdere peso, sviluppato dalla casa francese Robertet e commercializzato dalla Veld’s. Tanto che tutte le scorte sono andate esaurite e ci sono migliaia di donne che hanno prenotato un posto nella lista d’attesa.
Secondo i produttori, il profumo è composto con ingredienti che stimolano il rilascio di Beta-Endorfine, che attivano una sensazione di benessere e ridurrebbero la voglia di mangiare in eccesso.
profumo-peso_thumb[7]
Inoltre, altri ingredienti (come la caffeina e la carnitina) avrebbero l’attivazione degli enzimi che “sciolgono” il grasso.
Non siamo in grado di dire se gli effetti siano biologici oppure psicologici, ma sembra comunque che effetti ce ne siano: secondo una ricerca condotta dal Centre of Biological Research and Cutaneous Experimentation su donne dai 18 ai 70 anni, il 70% delle donne hanno percepito una influenza del profumo sulle loro abitudini alimentari.


Read more: http://notizie.delmondo.info/2012/09/05/il-profumo-che-fa-perdere-peso/#ixzz25c5R0Eaa