Non ho tempo per odiare chi mi odia
Perché sono occupato amare chi mi ama
parlare con chi mi capisce
e lottare per coloro che realmente si preoccupano per me.
La vita è troppo breve
per essere gettata via con persone vuote.
sabato 25 agosto 2012
giovedì 16 agosto 2012
Pan di Spagna .
La ricetta del pan di spagna fa parte delle preparazioni base, ed è una delle più semplici e celeri da preparare. Nonostante questa sua semplicità, per preparare il pan di spagna sono necessari alcuni accorgimenti per far si che si possa raggiungere il risultato desiderato. Il pan di spagna è la materia prima per la realizzazione di torte farcite con crema e molte altre preparazioni piuttosto comuni come la zuppa inglese. Esistono due modi per preparare il Pan di Spagna: il primo consiste nel montare le uova intere con lo zucchero senza dividere gli albumi dai tuorli; questa operazione è più semplice da realizzare usando una planetaria perchè richiede più tempo. Il secondo metodo invece consiste nel dividere gli albumi dai tuorli e montarli separatamente unendo metà dello zucchero nei primi e il restante nei tuorli e poi unire i due composti delicatamente. |
Ingredienti
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■ PREPARAZIONE


Sbattete ora, dopo aver pulito molto bene le vostre fruste, anche gli albumi (5) e dopo circa 5 minuti quando saranno già abbastanza gonfi e bianchi, aggiungete il restante zucchero (6)


Mescolate il tutto con un cucchiaio di legno fino ad ottenere un composto omogeneo, facendo attenzione a non smontarlo.
Imburrate e infarinate per bene una teglia rotonda a cerniera del diametro di 24 cm e versate l'impasto (11) al centro dello stampo livellandolo per bene .
Fate preriscaldare il forno (modalità statica) a 180° e infornate il vostro pan di spagna per almeno 35-40 minuti senza mai aprire il forno nella prima mezz'ora di cottura.
Estraete lo stampo dal forno e fate raffreddare il pan di spagna nello stampo prima di aprirlo (12).
■ CONSIGLIO
Ricordate, prima di tutto, che una volta infornato il pan di spagna, il forno non andrà più aperto fino a cottura terminata pena lo sgonfiarsi della torta.
Per controllare la cottura del vostro pan di spagna, passati i 40 minuti, dovete bucare il centro della torta con uno stuzzicadenti: se allo stuzzicadenti resterà attaccata della pasta allora significa che il pan di spagna non è ancora cotto.
Inoltre, per non fare sgonfiare il pan di spagna, una volta cotto, lasciatelo raffreddare per 10 minuti nel forno spento.
Una volta pronto, potete tagliare il vostro pan di spagna, orizzontalmente e farcirlo con delle creme, oppure tagliarlo a quadrotti e farcirlo a piacimento o mangiarlo semplice.
Per controllare la cottura del vostro pan di spagna, passati i 40 minuti, dovete bucare il centro della torta con uno stuzzicadenti: se allo stuzzicadenti resterà attaccata della pasta allora significa che il pan di spagna non è ancora cotto.
Inoltre, per non fare sgonfiare il pan di spagna, una volta cotto, lasciatelo raffreddare per 10 minuti nel forno spento.
Una volta pronto, potete tagliare il vostro pan di spagna, orizzontalmente e farcirlo con delle creme, oppure tagliarlo a quadrotti e farcirlo a piacimento o mangiarlo semplice.
■ CURIOSITÀ
Inizialmente il pan di spagna si chiamava Pâte Génoise, ovvero pasta genovese e per quanto riguarda le origini del pan di spagna, si fanno risalire alla metà del 1700 quando il cuoco genovese Giobatta Cabona, inviato in Spagna al seguito del marchese ed ambasciatore Domenico Pallavicino, in occasione di un banchetto presentò una torta di incredibile leggerezza che prese il nome di Pan di Spagna per onorare la corte spagnola.
Questa pasta si preparava a caldo, ovvero tutti gli ingredienti venivano aggiunti in una terrina che poggiava su una pentola con dell'acqua che bolliva.
Col tempo questo metodo venne abbandonato e la Pâte Génoise divenne semplicemente il moderno pan di spagna.
Questa pasta si preparava a caldo, ovvero tutti gli ingredienti venivano aggiunti in una terrina che poggiava su una pentola con dell'acqua che bolliva.
Col tempo questo metodo venne abbandonato e la Pâte Génoise divenne semplicemente il moderno pan di spagna.
Spaghetti alla carbonara.
L'origine degli spaghetti alla carbonara è alquanto combattuta: qualcuno la attribuisce ai carbonari umbri che avrebbero fatto conoscere questo piatto ai romani nel diciannovesimo secolo, qualcun altro invece sostiene che l'inventore sia Ippolito Cavalcanti, nobile napoletano che pubblicò questa ricetta in un suo libro. Si dice anche che gli spaghetti alla carbonara nacquero durante la seconda guerra mondiale quando gli Americani portarono in grandi quantità il bacon e le uova in polvere, che facevano parte delle razioni militari; dall´estro dei cuochi romani nacque cosi questo piatto semplice e al tempo stesso molto gustoso. |
Ingredienti |
■ PREPARAZIONE




Vongole alla pescatora.
Le vongole alla pescatora sono un gustoso piatto di pesce, molto veloce da preparare, tipico della cucina della regione Marche: i pescatori delle coste marchigiane cucinavano così le vongole pescate. Le vongole sono cotte in padella, sfumate con il vino bianco e insaporite dal prezzemolo e dall’aglio. Le vongole alla pescatora sono ideali da servire come secondo piatto oppure come antipasto per una cena a base di pesce! |
Ingredienti
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■ PREPARAZIONE



Vongole alla pescatora.
Le vongole alla pescatora sono un gustoso piatto di pesce, molto veloce da preparare, tipico della cucina della regione Marche: i pescatori delle coste marchigiane cucinavano così le vongole pescate. Le vongole sono cotte in padella, sfumate con il vino bianco e insaporite dal prezzemolo e dall’aglio. Le vongole alla pescatora sono ideali da servire come secondo piatto oppure come antipasto per una cena a base di pesce! |
Ingredienti
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■ PREPARAZIONE



venerdì 10 agosto 2012
giovedì 9 agosto 2012
Ingredienti:
4 carciofi
1 limone
2 cucchiaini di olio extravergine di oliva
Sale q.b.
4 carciofi
1 limone
2 cucchiaini di olio extravergine di oliva
Sale q.b.
Procedimento:

Pulisci i carciofi eliminando i gambi, le foglie coriacee e le spine. Quindi dividili a metà e togli la “barba”, se fosse presente.
Poi tagliali a spicchi di medio spessore e tuffali in acqua acidulata con il succo di limone spremuto, lasciandoli a bagno per un’oretta.
Poi scolali, filtra l’acqua della “marinatura” con un colino e versala in una pentola.

Porta l’acqua ad ebollizione, aggiungi un pizzico di sale e poi unisci i carciofi.
Falli cuocere a fuoco medio per 15 minuti, mescolando ogni tanto.

Terminata la cottura scola bene i carciofi con un mestolo bucherellato e mettili in una ciotola da insalata.

Condisci con sale e con l’olio extravergine di oliva.

Mescola bene……

…….e porta in tavola.

Buon appetito!
Puoi aggiungere al condimento anche del succo di limone, sia in aggiunta all’olio evo, sia come unico condimento: in questo caso limiterai ancora di più l’apporto di grassi e di calorie.

Pulisci i carciofi eliminando i gambi, le foglie coriacee e le spine. Quindi dividili a metà e togli la “barba”, se fosse presente.
Poi tagliali a spicchi di medio spessore e tuffali in acqua acidulata con il succo di limone spremuto, lasciandoli a bagno per un’oretta.
Poi scolali, filtra l’acqua della “marinatura” con un colino e versala in una pentola.

Porta l’acqua ad ebollizione, aggiungi un pizzico di sale e poi unisci i carciofi.
Falli cuocere a fuoco medio per 15 minuti, mescolando ogni tanto.

Terminata la cottura scola bene i carciofi con un mestolo bucherellato e mettili in una ciotola da insalata.

Condisci con sale e con l’olio extravergine di oliva.

Mescola bene……

…….e porta in tavola.

Buon appetito!
Puoi aggiungere al condimento anche del succo di limone, sia in aggiunta all’olio evo, sia come unico condimento: in questo caso limiterai ancora di più l’apporto di grassi e di calorie.
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